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UN'UNICA CITTA'

26/10/2017

 

La richiesta da parte di centinaia di cosentini di convocare un consiglio comunale che discuta sulla possibile fusione delle città di Cosenza e Rende, non è stata ancora iscritta nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale della città dei Bruzi.

Eppure il dibattito, apertosi in città sull’ipotesi di conurbazione, aveva raccolto interesse e sostegno in settori politici eterogenei, tutti accomunati nell’idea che i vantaggi di un simile progetto, avrebbero travolto il pregiudizio che lo accompagna da sempre.

Finanche nelle amministrazioni dei comuni interessati, l’idea di avviare una riflessione su questa eventualità ha trovato autorevoli sostenitori bipartisan. Cosenza ha addirittura approvato una delibera sulla fusione, la n°63 del l’8 maggio 2017. Ma nonostante questo importante adempimento, il Consiglio comunale della città capoluogo non è stato ancora investito della questione.

Come Buongiorno Cosenza, abbiamo favorito la raccolta delle firme per richiedere l’iscrizione del punto all’o.dg. per due semplici ragioni: da un lato, ci convincono i motivi ed i vantaggi per i quali si dovrebbe ricercare un'unione tra entità geograficamente separate ma unite da storia e prospettive e dall’altro, dalla consapevolezza che, quanto più dal basso nasce un'esigenza unificatrice, ovvero dagli stessi cittadini, tanto più la politica dovrebbe assecondarla ed infine guidarla nei processi realizzativi e nelle prospettive di sviluppo.

A questo punto ci sentiamo chiamati in causa a sollecitare, unitamente a quanti in questi giorni lo hanno già fatto, in primis al movimento Io Partecipiamo, di avviare nelle varie assisi comunali un sereno, franco, proficuo ed imparziale ragionamento sull’intera questione. E solo dopo affidare ad un auspicabile pronunciamento popolare la decisione ultima se proseguire sull’idea della fusione o rinunciare a questa opportunità.

Siamo sempre più certi che, in un momento così delicato per la vita del Paese nel quale le spinte scissioniste, legate a pericolosi populismi, riaffiorano soprattutto in realtà più fortunate e ricche, in territori come il nostro un segnale di civiltà e di controtendenza debba essere esaltato e valorizzato, mettendo da parte campanilismi e progettando assieme il futuro dei nostri figli.

 

Sergio Nucci – Buongiorno Cosenza

BASTA ASPETTARE...

19/10/2017

 

Non tende a placarsi la querelle tra comune e cittadinanza, nata all’indomani delle modifiche al traffico intervenute in città l’8 di settembre per il riverbero negativo che le scellerate decisioni, adottate con fantomatiche ordinanze, stanno tuttora arrecando alla comunità.

Forse a Palazzo dei Bruzi pensavamo che i cosentini, abituati ormai a tutto, dalle indagini senza seguito ai crolli del centro antico, avrebbero accettato passivamente anche queste sperimentazioni - perché di sperimentazioni si parlava - senza un mugugno e senza una protesta. Ma così non è stato. Anzi, il malcontento da quel giorno non si è fermato un attimo. I social sono pieni di immagini di file chilometriche, di macchine in doppia e terza fila, di controlli inesistenti, tutte condite da appelli alla ragionevolezza ed al ripensamento. Perché in fondo in fondo il cosentino medio non aveva perso le speranze di rivedere tutto tornare com’era prima di quel drammatico venerdì.

Sapeva che quei provvedimenti incardinati nelle ordinanze a firma del comandate pro tempore della municipale potevano in parte o totalmente essere rivisti “… in via sperimentale … dall’8 settembre 2017 al 31 gennaio 2018”, e tutto si sarebbe aggiustato. Ci sperava, ma così non è stato. La doccia fredda – ma non con l’acqua del comune che ancora latita nei nostri rubinetti - è arrivata puntualmente il 17 di ottobre a sconfessare quanto le ordinanze racchiudevano.

Ma quale sperimentazione? .. quale provvisorietà? In barba ad inesistenti PUT (Piano urbano del traffico) e PUSM (Piano Urbano di Mobilità Sostenibile) la volontà autentica dell’amministrazione si è disvelata in modo inequivocabile.

La  Delibera n° 131 dello scorso 17 ottobre parla chiaro:  nessuna prova, nessun monitoraggio, nessun confronto con commercianti e cittadini. Via Roma è e resterà chiusa per sempre, o almeno fino a quando non cambiamo sindaco.  L’atto di giunta, rivela l’arcano poiché approva la realizzazione di un‘area pedonale (una piazza) su via Roma tra la scuola elementare e quella media, con tanto di impegno di spesa per la modica cifra di trecentomila euro circa (che poi verrebbe da chiedere dove mai prenderanno le risorse atteso che il nostro comune, viste le tasse che paghiamo, è ridotto alla canna del gas in quanto ente in pre-dissesto).

Ma il tempo resta galantuomo. E stavolta in un lasso di tempo veramente breve ci ha restituito la verità.

Neanche la pazienza di attendere il 31 gennaio 2018 – termine conclusivo della fase sperimentate - ed ecco bello e pronto il pacco preconfezionato. Con un atto di giunta si notifica alla città che quelle modifiche sono quelle e basta.

Nessuna analisi sul traffico. Nessun rilevamento dei rumori e delle polveri sottili. Nessuna interlocuzione con i commercianti. Questo è e basta! Mi auguro che stavolta ci sia qualcuno, a Berlino pronto ad intervenire in difesa di cittadini oppressi ed indifesi.

Qualcuno che sanzioni questo modo di gestire la cosa pubblica e condanni questo atteggiamento dittatoriale.

Sposare cosi  supinamente tutto quanto viene deciso può sembrare naturale per chi ha scelto questo sindaco e per chi fa parte di questa maggioranza. Riesce però incomprensibile constatare che alcuni, che dovrebbero rappresentare l’opposizione in questa città, accettano con egual spirito queste decisioni calate dall’alto.

Ma poi verrebbe da chiedersi: ci fanno o ci sono?

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza

LE NOSTRE BATTAGLIE

16/09/2017

 

Ci sono battaglie di civiltà che devono essere combattute senza se e senza ma. Battaglie di libertà vere, non di convenienza o per aumentare i propri consensi. Di quelle che tutelano la gente che non ha voce, gli ultimi, gli invisibili.

Io ho deciso di combatterle queste battaglie e di schierarmi sempre dalla loro parte, costi quel che costi, anche una non elezione o anche il dileggio di chi non la pensa come me. E' questo il motivo per il quale sarò sempre a fianco di coloro che vorrebbero giustizia ed equità sociale e non riescono ad ottenerle. Di quanti chiedono che non esistano più figli e figliastri. Di quelli che la notte non dormono a Santa Teresa o di quanti abbassano le saracinesche perché questa amministrazione non ha una politica del commercio. Di coloro che vorrebbero poter vedere uscire dai propri rubinetti l’acqua che non c'è mai e di quelli che chiedono una città più pulita al centro come nelle periferie. Di quei genitori che pensano che i figli dei quartieri popolari abbiano gli stessi diritti dei bimbi del centro città e di quanti vorrebbero vedere un vigile nella propria zona per controllare il territorio e non subire i soprusi di chi non è controllato. Di quanti pensano che hanno un figlio disoccupato e non leggeranno mai il proprio nome in quelle determine che elargiscono soldi a destra e a manca e di quelli che vorrebbero che per le politiche sociali venissero spesi un tantino di euro in più magari togliendoli a feste e luminarie. Di quanti la mattina aspettano per prendere un mezzo pubblico che non si sa quando passerà e di quelli che vorrebbero che la città antica tornasse a splendere.

A fianco di tutti loro io ci sarò sempre e sarò anche al fianco di chi si farà promotore di queste legittime richieste nei palazzi della politica. Perche la cosa più atroce che alla fine vivono sulla propria pelle coloro che diventano portavoce di queste battaglie è la solitudine cui sono costretti dalla diffidenza, dall’appartenenza, dal’ottusità, dalla dietrologia di chi non li considera in buona fede.

L’armiamoci e partite, che tanti danni ha fatto perché ci ha relegato nel nostro “particolare”, consente a chi governa di non interloquire con una massa di gente esasperata ma con piccoli gruppi dei quali non tener conto e contro i quali aizzare persone e personaggi che hanno interessi eguali e contrari se non peggio.

Partendo dall’esperienza di via Roma piuttosto che dalla protesta per il degrado del nostro centro - e chi più ne ha più ne metta - alziamo la testa per rivendicare il rispetto dei nostri diritti. Nulla di più. Se queste cose saremo in tanti a chiederle forse riusciremo ad ottenerle. E tutto ciò ad una condizione: saper riconoscere a chi le realizzerà di averle fatte.

 

Sergio Nucci

L'INTERVISTA SU CRONACHE DELLE CALABRIE

02/04/2017

 

«Cosenza ha bisogno di riacquistare centralità e delle statue, belle o brutte che siano, non possono creare questa centralità». È quanto afferma Sergio Nucci che rilancia il movimento civico Buongiorno Cosenza, attraverso il quale ha combattuto tante battaglie politiche nella passata stagione amministrativa, e che oggi, dopo la sconfitta elettorale del maggio 2016, vuole proseguire aggiungendone di nuove. «In realtà - precisa Nucci - Buongiorno Cosenza non si è mai fermato. Addirittura potrei dire che è dalla scorsa campagna elettorale che continuiamo a riunirci e a discutere dei problemi della città. Da noi la sconfitta se vogliamo chiamarla così, ci ha ridato nuova energia e la consapevolezza che non si combatte per una postazione in consiglio comunale bensì per un ideale. Ed il nostro ideale resta sempre lo stesso: una città più a misura di cittadino e più vicina ai desideri ed ai bisogni di tutti, non di una sola parte. Dunque oggi acceleriamo, dopo un breve rallentamento. Abbiamo ripreso a pubblicare tutti gli atti prodotti dal Comune di Cosenza. In questo il supporto del consigliere Enzo Paolini è stato fondamentale. Abbiamo rimesso tutto online e rappresentiamo la vera trasparenza, atteso che gli atti in pubblicazione sulla pagina dell'ente, dopo pochi giorni, vanno nel dimenticatoio ». Nucci, ripercorre, quindi gli ultimi dieci mesi dei cosentini con il nuovo governo di Mario Occhiuto, trascorso tra l'inaugurazione di Piazza Bilotti e la grave crisi idrica che ha collassato la città. Un periodo che boccia senza se e senza ma. «Cosenza si è impoverita tantissimo - afferma l'ex consigliere comunale- E non solo sotto l'aspetto economico. 68mila abitanti sono davvero pochi e se si pensa che una piazza possa invertire una tendenza allora davvero non si è capito nulla. La città ha bisogno di riacquistare centralità. Credo che ci sia un percorso obbligato rendere i quartieri degradati fruibili e rilanciare il centro storico. Non farlo cadere a pezzi. Si potrebbe ripartire da qui e cercare di diventare attrattivi soprattutto per l'università che volere o volare crea economia. Se non si colgono queste opportunità perdiamo l'ennesima possibilità di risollevarci. Poi costruiscano quello che più ci piace, ponti, stadi, spiazzi, ospedali, senza però dimenticare per chi si costruiscono queste opere. Cosenza è in agonia. Si può staccare la spina o si può tentare di rianimarla. È una questione anche di amore per la città. Se lo si comprende bene, diversamente staremo tutti al capezzale ad attender l'ultimo respiro. Mi sembra davvero riduttivo pensare al superfluo e non pensare all'indispensabile come l'acqua appunto che dovrebbe essere nel terzo millennio un diritto acquisito. Ma si sa viviamo nella città delle luminarie. Feste, lustrini, divertimenti fanno voti. Poi se un palazzo nel centro storico va a fuoco nessuno se ne accorge».

Cinzia Gardi

QUESTIONE DI COSCIENZA

28/05/2016

 

La vicenda dei debiti di Mario Occhiuto non mi aveva entusiasmato cinque anni fa e non mi entusiasma adesso. Tuttaviaalcune cose vorrei dirle anche io, sulla scorta  della mia esperienza di pungolatore della trasparenza degli atti del comune.

A mio parere la questione deve essere considerata solo e soltanto sotto l’aspetto politico-istituzionale.

E’ questo l’ambito nel quale ci muoviamo e dal quale non dovremmo mai uscire.

Tutti si augurano, chi ipocritamente chi sinceramente, che Mario Occhiuto risolva i suoi problemi economici.

A leggere le cronache di questi giorni, quel che però emerge è l'opacità della struttura burocratica che pare non segnata da comportamenti trasparenti e lineari. Talvolta accantona le somme relative ai debiti dell’ex sindaco, talaltra si oppone, qualche volta non compare oppure manda documenti. E così produce contenziosi che non solo comporteranno danni per le casse comunali ma ingenera nel cittadino comune, oggi elettore frastornato, il sospetto di una funzione amministrativa sviata, dal potere politico, dai corretti criteri di gestione. E tutto appare finalizzato a tutelare interessi privati. Non è un problema giudiziario: è in questione un modo di amministrare che lascia interdetti e ci impegna a cambiare.

Osservo, infine, che la questione dell'incompatibilità non è un sofisma giuridico.

Il legislatore l'ha prevista - a quanto comprendo - per evitare possibili conflitti di interesse tra il sindaco e il Comune, sì  che debba escludersi la possibilità che il primo possa influire sulle decisioni del secondo nell'ipotesi di una lite giudiziaria.

Non è forse questo il caso dei giudizi nei quali si deve accertare se l'indennità di sindaco è pignorabile oppure no?

E non è evidente che la condotta degli uffici comunali susciti più di un sospetto in ordine a conflitti di interesse?

Su questi argomenti sarebbe stata – ed è ancora – auspicabile una parola chiara da parte degli organi competenti, evitando così la ridda di voci che si sono susseguite in questi giorni e che hanno avvelenato il clima di questa anomala campagna elettorale.

Tanti dubbi, tante domande che si susseguono e che lasciano in bocca un sapore amaro e in testa la sensazione di aver  tristemente sperimentato un modo di amministrare che non brilla per legalità e trasparenza.

Capiremo un giorno, forse troppo tardi per rimediare, e quando altri organi si occuperanno della questione, se questa querelle sia frutto di un equivoco o dell’abile regia di qualche losco figuro.

Concludo con due interrogativi.

Sono questi i presupposti dell'azione amministrativa che merita la mia città?

Hanno o no diritto i Cittadini della mia città di conoscere tutto ciò e formarsi così una opinione per poter scegliere?

La mia battaglia nel corso di questi anni è stata segnata dal tentativo di rendere trasparente ogni decisione. E non è stato facile. Ma questo so fare e questo mi impone la mia coscienza.

 

Sergio Nucci

Presidente "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

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