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PERCHE DICO SI ALL'OSPEDALE A VAGLIO LISE

22/04/2018

 

Lo dico chiaro e forte: voglio l’ospedale a Vaglio Lise. In premessa e a scanso di equivoci. Senza retropensieri o partigianerie. Ciò detto cerco di motivare per come posso e con gli argomenti maturati in questi anni questa mia convinzione.

Attualmente, per le condizioni orografiche, baricentriche e sociali, la collocazione migliore di un nuovo nosocomio non può non essere che su un’area che offra caratteristiche di raggiungibilità, centralità ed equidistanza tra i vari agglomerati della nostra area urbana. Considerato il territorio comunale, sempre che si voglia realizzarlo nella città di Cosenza, l’unica area che presenta siffatte condizioni è quella di Vaglio Lise.

Il sito, dunque, è, senza tema di smentita alcuna, idoneo. È centrale, è ottimamente collegato, presenta possibilità di espansione ed implementazione. Dispone in soldoni di tutti quegli atout che il vecchio ospedale, pensato nel secolo scorso quando esistevano differenti condizioni urbanistiche viarie e demografiche, non ha ed insistere, per come si è fatto e si sta facendo, sul ricondizionamento dell’esistente, fa pensare che dietro la spinta campanilistica ci siano motivazioni se non poco nobili certamente non condivisibili.

Un ospedale come quello realizzato da Tommaso Arnoni, illuminato Podestà cosentino, a quel tempo ed in quel contesto aveva una ragion d’essere, anacronistico sarebbe intestardirsi nel suo mantenimento e nella sua rivitalizzazione. Scomodo per chi deve raggiungerlo, penalizzante per chi deve operare al suo interno l’Annunziata deve, se si vuole bene a Cosenza e al suo comprensorio, essere mandato in pensione.

E c’è di più. L'ospedale a Vaglio Lise potrebbe davvero nascere con una prospettiva di polo universitario fin dalla sua fase realizzativa. Non solo, durante la realizzazione del nuovo ospedale, l’Annunziata continuerebbe a svolgere il suo ruolo, garantendo assistenza all’utenza che vi si rivolge.

Un’ultima considerazione. Si parla sempre più insistentemente di una fusione tra i comuni di Cosenza e Rende, e magari anche di Castrolibero. Un ospedale a Vaglio Lise diventerebbe davvero un’opera per questa grande comunità che molti auspicano nasca.

Insomma la scelta del nuovo sito davvero seguirebbe una logica di programmazione per le generazioni future.

Vorrei chiudere con una frase che spesso ed erroneamente viene attribuita a de Gasperi ma che deve la sua paternità ad un teologo statunitense James Freeman Clarke. Clarke diceva ed aveva ragione: “Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione. Un politico pensa al successo del suo partito; lo statista a quello del suo paese".

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza

SENZA ACRIMONIA, ATTENDO RISPOSTE

03/03/2018

 

Alcune considerazioni a margine delle recenti vicende legate alla dichiarazione di pignorabilità della indennità del Sindaco per debiti accumulati verso Equitalia ed altri soggetti. Si impongono, a mio parere, in tutta la loro rilevanza politica ed istituzionale. Dunque, che un imprenditore, professionista di successo, accumuli debiti per tributi non onorati, lascia francamente perplessi.

Non siamo giudici di nessuno, ma dover constatare che chi si è candidato a guidare una comunità abbia accumulato debiti per milioni di euro induce ad escludere di essere a cospetto di persona nei confronti della quale riporre fiducia per la felice gestione della cosa pubblica.

Non serve evocare la crisi, che in Calabria mi pare vi sia da sempre: qui siamo dinanzi a chi non ha versato il dovuto a creditori e alla collettività: personalmente lo considero grave soprattutto nei confronti di quanti, con sacrificio, hanno ridotto le proprie pretese per rispettare i doveri che l’essere parte di una comunità impone.

Oh, per inciso, nei nostri confronti non vale l’accusa di aver fatto la cresta; non abbiamo mai goduto di contributi di sorta.

La tecnica di sviare così l’attenzione dal merito del problema con noi non funziona.

Non funziona per niente. Le domande che abbiamo posto non hanno avuto risposta. Le ripetiamo, con qualche specificazione, caso mai qualcuno non le avesse intese.

Le somme dovute a titolo di indennità al Sindaco sono state accantonate?

Da quando?

È stata accantonata l’intera indennità o una sua parte?

A quanto ammontano le somme?

Su quale capitolo di bilancio compare la voce?

L’Amministrazione pensa di proporre appello avverso la sentenza oppure no?

Chi deciderà?

Per le indennità eventualmente già integralmente corrisposte sono state avviate le procedure di recupero?

Auguriamo di tutto cuore a Mario Occhiuto di risolvere i suoi problemi con Equitalia e gli altri suoi creditori, ma ci pare doveroso tentare di impedire che si possa strumentalizzare la funzione pubblica per fini privati.

Considerazione in parte scontata, sulla quale appare però opportuno invitare a riflettere quanti non si rendono conto della gravità della situazione di incompatibilità denunciata.

Il Comune è la casa di tutti.

 

Sergio Nucci

"Buongiorno Cosenza"

 

 

RISPONDERE E' EDUCAZIONE

27/02/2018

 

La pubblicazione della recente sentenza con la quale il Tribunale di Cosenza ha accertato l’esistenza di crediti di Mario Occhiuto nei confronti del Comune di Cosenza e la loro integrale pignorabilità da parte di Equitalia merita alcune riflessioni che conducono, mi pare di poter dire, a conclusioni impegnative.

La vicenda – pur nota – è segnata dal mancato accantonamento da parte del Comune di Cosenza delle somme sottoposte a pignoramento da parte di Equitalia e dovute al Sindaco a titolo di indennità.

Il Comune non solo non ha messo da parte le somme – sottraendosi al rispetto di un obbligo di legge e continuando a versare integralmente l’indennità al Sindaco – ma non si è neanche presentato in udienza per rendere la dichiarazione circa la sussistenza di eventuali crediti sottoponibili ad esecuzione.

Comportamento che ha imposto al creditore – Equitalia, soggetto incaricato di riscuotere tributi non versati – di instaurare un giudizio per l’accertamento della esistenza dei crediti e della loro pignorabilità.

Con la sentenza depositata il 9 gennaio 2018, il Tribunale di Cosenza ha affermato che i crediti esistono e sono pignorabili in misura addirittura corrispondente all’intero importo dell’indennità.

Ne consegue che non avendo il Comune di Cosenza accantonato i fondi, dovrà interamente versarli in favore di Equitalia.

La sentenza contiene, implicitamente, l’ulteriore affermazione circa la doverosità dell’accantonamento delle ulteriori somme sino alla concorrenza del credito vantato dalla parte esecutante.

Il Comune dovrà smettere di versare l’indennità al Sindaco.

Dall’altro lato, il Comune potrebbe decidere di impugnare la decisione per invocarne la modifica; se dovesse avere ragione, cosa della quale è lecito dubitare, nulla dovrà ed Equitalia dovrà vedersela direttamente con il Sindaco, con gli intuibili problemi di esecuzione.

Sorgono allora alcune domande.

Chi deciderà che cosa fare?

Si verificherà – meglio, si è già verificato – un evidente caso di conflitto di interessi che sin dalla campagna elettorale era stato messo in evidenza e che avrebbe dovuto comportare la dichiarazione di incompatibilità di Mario Occhiuto per la carica di Sindaco.

Recita l’art. 63 del TUEL:

  1. Non può ricoprire la carica di sindaco:

…..

  1. colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo … con il comune.

La norma trova la sua ragion d’essere nella necessità di evitare confliggenti interessi tra l’ente e l’eletto, e in particolare di escludere che questi, approfittando della carica rivestita, possa influenzare in qualche modo la volontà dell’amministrazione che guida.

Come a dire, occorre scongiurare il rischio che l’eletto faccia tutelare dal Comune i fatti propri a danno di quelli della comunità.

Non è una questione di lana caprina, è di natura essenziale giacché evidenzia proprio la necessità che l’Amministrazione sia rivolta al bene di tutti e non possa essere strumentalizzata per fini personali.

E si mostra in tutta la sua dirompente evidenza nel nostro caso.

Il Sindaco e la Giunta saranno infatti ora chiamati a decidere che cosa fare; e la decisione riverbererà i suoi effetti sia nella sfera giuridica di Mario Occhiuto che in quella del Comune.

Le due posizioni sono confliggenti.

Allo stato delle cose, siamo dinanzi al fatto che il Comune – cioè tutti i cittadini che con le imposte e tasse versate lo finanziano – pagherà i debiti personali di Occhiuto verso l’Amministrazione Finanziaria.

Che cosa decideranno di fare Sindaco e Giunta?

Val la pena rilevare come anche il non fare niente si tradurrebbe in una scelta significativa.

Che cosa avete intenzione di fare?

È doveroso, oltre che lecito, chiederlo.

E nell’ipotesi in cui le somme dovessero essere erogate al creditore pignorante, il Comune attiverà o meno il recupero coattivo?

Ha previsto l’attivazione di procedure cautelari a tal fine?

Il danno erariale è dietro l’angolo: i componenti della giunta e gli Uffici hanno contezza del problema?

E il collegio dei revisori?

Infine, una notazione: le cronache ci ricordano che qualche tempo fa era stato conferito ad un alto magistrato in pensione la nomina di Consulente del Sindaco per il supporto “in ordine a specifici compiti di verifica e monitoraggio delle politiche per la legalità, la trasparenza e l’integrità degli atti e delle politiche in materia di anti corruzione e della fattispecie del voto di scambio”.

Non ce ne voglia nessuno, ma in questo caso non c’era più di qualcosa da rilevare e segnalare?

Qualcuno ci dia una risposta, per favore.

 

Sergio Nucci

"Buongiorno Cosenza"

 

LA SICUREZZA IN PRIMIS

18/02/2018

 

Nelle scorse ore Bianca Rende, consigliere comunale di Cosenza, ha dato notizia alla stampa della sua iniziativa, al fine di conoscere lo stato delle scuole di competenza comunale, relativamente al grado di vulnerabilità sismica.

Ha fatto bene Bianca a rendere pubblico il suo interessamento alla problematica e a renderne, con un comunicato, edotti i concittadini.

Genitori ed operatori devono conoscere il grado di vulnerabilità degli edifici dove mandano i figli o dove prestano servizio. E questo perché lo impone una legge dello stato, più precisamente la 228 del 2012 che, recependo l’ordinanza 3274 del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2003, obbliga comuni, provincie e regioni ad eseguire le verifiche tecniche relative alla vulnerabilità in caso di eventi sismici di manufatti "strategici e rilevanti" - entro il 31 marzo 2013.

Di anni, da quel termine perentorio del 31 marzo 2013, ne sono passati quasi cinque e delle risultanze di queste verifiche nelle scuole cosentine, a detta della consigliera del Comune di Cosenza, considerate le ”risposte evasive” dell’assessore, non se ne vede traccia.

Ma risposte evasive su cosa? Sulla sicurezza delle nostre scuole? Sulla sicurezza per chi le frequenta? Sulla tranquillità di chi per un motivo o per un altro si interfaccia con queste realtà?

Al pari della Rende ci spiace che non si abbia per queste questioni la stessa sensibilità che si ha invece per cose più frivole. La sicurezza va garantita a tutti ed in ogni circostanza, sui ponti, sulle strade, nelle scuole e soprattutto va garantita da tutte le istituzioni preposte.

A questo proposito sarebbe anche interessante rivolgere la stessa domanda alla Provincia di Cosenza. Sapere se le scuole di pertinenza provinciale sono state sottoposte a verifica e quali siano le risultanze. Solo il Fermi di Cosenza ha avuto problemi di sicurezza o anche altre scuole? E cosa si sta facendo?

In ultimo un costruttivo invito. Sui siti internet di Comune e Provincia sono ben visibili spazi dedicati alla trasparenza. L’invito ai due enti è quello di pubblicare proprio su quelle pagine le risultanze delle verifiche effettuate. Per tranquillità nostra e anche per tranquillità loro. Perché come tutti sappiamo la legge non ammette ignoranza.

 

Sergio Nucci

 

Buongiorno Cosenza

QUESTIONE D'AMORE

14/02/2018

 

È triste vedere crollare il nostro centro storico ma è ancora più triste assistere alla sua lenta agonia senza far nulla per evitare che tutto ciò accada. La colpa, o meglio le colpe, vanno ascritte a quanti hanno avuto negli anni ruoli e funzioni nella nostra città. Nessuno può sentirsi giustificato o immune da critiche e nessuno può pensare di avere meno responsabilità di altri. Ciò detto non è più tollerabile che chi ha oggi responsabilità di governo scarichi su altri colpe che,  per la natura del proprio mandato, sono assolutamente personali. Il lamento da parte di coloro che vengono chiamati in causa perché assenti va censurato senza riserve, e sentire ancora adesso risibili arrampicate sugli specchi desta nella popolazione forte indignazione. Se esiste nell’animo di chi amministra un sentimento di sincero affetto per questa desolata parte della nostra città, forse è arrivato il momento che questo amore trovi uno sfogo, spingendo sindaco ed amministrazione a concentrare i propri sforzi, ogni singolo sforzo, al recupero di Cosenza vecchia. Il tempo è scaduto e non vorrei davvero che questa esperienza amministrativa venisse ricordata per aver favorito la definitiva perdita  delle nostre origini.

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza

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