10/03/2014
Il cinghiale ferito è ancora caldo e già ci chiediamo quale sarà la sua prossima mossa. Davvero ammazzerà tutti? Ma alla fine, che importa? Per un cinghiale colpito ne restano in giro a decine. Si aggirano, fiutano, si fiondano sulla preda, che spesso non ha strumenti per difendersi adeguatamente, o peggio rinuncia a difendersi divenendo complice di un sistema che molto somiglia alla giungla e poco a una società civile. Per dire, fuor di metafora, che il caso Gentile non è caso isolato. La cronaca ha dato conto di ramificazioni vere o presunte, ma tutti sappiamo bene che nelle Asp, negli appalti più o meno importanti, negli incarichi che contano non vale la meritocrazia ma l’appartenenza Quanti cinghiali, in queste corsie d'ospedale, quanti nelle cliniche private, quanti ai vertici dell'editoria eseguono gli ordini, quanti si inchinano in segno di rispetto nei Comuni, nelle Questure, nei tribunali. Quanti signorsì si contano, ancora, a Cosenza? E Cosenza assurge agli onori della cronaca nazionale per il familismo amorale, le corsie preferenziali, per i favori che diventano imposizioni, per lo Stato assente e per il para-Stato che occupa porzioni di democrazia, che sostituisce il favore al diritto e condanna i cittadini a subire in eterno. Sappiamo che ce ne sono ancora molti, di cinghiali affamati, sappiamo che in Calabria si pone, rovente, un problema di agibilità democratica che molto ha a che fare con telefonate come quelle che tutta Italia ha ascoltato e di cui ora tutti sanno, sassi compresi. Di fronte a questo, che fare? Denunciare. Senza se e senza ma. E' tempo di fare i nomi, anche da parte di chi si è nascosto dietro l'alibi del sistema che non si può scardinare. E la stampa, anche grazie al moltiplicatore web, può e deve in quest'ondata di denuncia rivestire un ruolo cruciale. Il ruolo che le compete. Che ne è più intimo ingrediente. Quattro direttori, uniti, hanno chiesto e ottenuto la rimozione di un sottosegretario. A mia memoria un fatto senza precedenti. Molto ancora possono dire, anche i nostri organi locali, sulla tracotanza e prepotenza degli altri animali selvatici rimasti nell'ombra, guardandosi bene dal commentare la fine del cinghiale per non rischiare di doversi guardare allo specchio e trovarsi ricoperti di un ispido manto nero e sembianze porcine. A livello nazionale si potrebbe iniziare da una discussione sulle preferenze. Quattro direttori uniti per far dimettere un politico, ma nessuno che sposi convintamente il tema delle preferenze, nonostante la chiarezza del pronunciamento della Consulta. Una vergogna inaudita! Qui da noi potrebbe allora partire una riflessione sulla possibilità che in Calabria le preferenze non siano applicabili dal momento che hanno significato, per anni, lo scambio scellerato di pacchetti di voti per favorire le carriere dei soliti noti. Ma la Calabria non è paradigma dell'intera Italia e anche su questo bisognerebbe iniziare a discutere: cosa siamo noi, una zona franca della democrazia? Principi sacrosanti come la scelta di un candidato da eleggere, da noi sono veramente agibili come in Piemonte? Non abbiamo tutte le risposte, ma mai le avremo se non iniziamo a farci delle domande. A Cosenza come a Roma, a Catanzaro come a Milano, a Reggio come a Napoli la musica cambierà solo e soltanto quando la stampa si renderà davvero libera tanto da condizionare le scelte della politica, smettendo di fare il gioco del potere, rispetto al quale è comunque soccombente. Se ne faccia una ragione. E si riprenda il ruolo che le spetta.
Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"
28/02/2014
Mi riesce facile scrivere delle problematiche ambientali del Comune di Cosenza e non tanto e non solo perché coinvolgono un settore a me particolarmente caro, quanto per il fatto che di argomenti sul tema ce ne sono a iosa e quindi il materiale non manca mai per dire la propria.
Stavolta la questione riguarda le emissioni elettromagnetiche di un ponte radio che la Vodafone ha potenziato in via Russo (zona viale Cosmai), nonostante un parere negativo dell’Arpacal trasmesso, per come prescrive la norma, agli uffici comunali titolari delle autorizzazioni.
Ci sono due questioni che destano perplessità: la prima è che il richiedente (Vodafone) fosse a conoscenza del diniego dell’Arpacal, la seconda che lo fosse anche il comune di Cosenza che, nonostante la nota n° 7497 del 9/12/2013, ha consentito il potenziamento di via Russo.
Ma in soldoni cosa sono queste emissioni elettromagnetiche? Le radiazioni elettromagnetiche sono alla base dell’elettrosmog, un particolare tipo di inquinamento determinato da radiazioni elettromagnetiche, elettriche e magnetiche. Secondo lo IARC esposizioni considerevoli a queste radiazioni possono indurre l’insorgenza di leucemie infantili e altre patologie tumorali.
Senza generare facili allarmismi e sottolineando la controversia esistente tra scienziati sulla effettiva pericolosità di tale inquinamento, sarebbe di buonsenso affermare che nel dubbio è sempre consigliabile evitare l’esposizione a radiazioni elettromagnetiche. Se questo vale come regola generale figurarsi nei casi come quello descritto dove un ente preposto al monitoraggio – ARPACAL - rifiuta il permesso e scrive: “da una simulazione del campo elettromagnetico prodotto da tutte le stazioni presenti nella zona, è emerso un probabile superamento dei limiti di legge in materia di emissioni elettromagnetiche”.
Orbene, l’autorizzazione negata dall’ARPACAL e concessa dal comune di Cosenza in quale ufficio è partorita? Nel settore ambiente (delega Hauser) o in quello urbanistica (delega Occhiuto)? Già sarebbe un bene appurare se i pareri ambientali vengono dati dall’urbanistica. Il che equivarrebbe a dire che di lavori pubblici se ne può tranquillamente discutere nel settore cultura. Ma battute e a parte, visto che parliamo della salute dei cittadini di via Russo e delle zone limitrofe, il fatto, per come descritto, va sicuramente verificato ed eventualmente vanno individuati coloro che hanno autorizzato ciò che chi poteva non ha autorizzato.
Con l’occasione potremmo anche capire, una volta per tutte, chi gestisce la politica ambientale della città… ad oggi un vero mistero.
Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"
24/02/2014
La clamorosa bocciatura della città di Cosenza da parte di Legambiente, venuta fuori dai dati sul monitoraggio effettuato in città dal treno dell’associazione, rivela nella sua modestia tutta la politica ambientale portata avanti dalla giunta Occhiuto. Sia chiaro, non si tratta del giudizio di qualche oppositore invidioso ed ipocrita di Occhiuto, bensì di una delle più accreditate e neutre associazioni che di ambiente si occupa ormai da qualche lustro.
Chiamati in causa stavolta il benzene, le polveri sottili ed il biossido di azoto, presenti nella nostra città a livelli allarmanti, senza contare poi i roghi che, in questi giorni, arricchiscono l’atmosfera di ulteriori elementi inquinanti. Eppure, la città di Cosenza doveva proprio sulle politiche ambientali essere all’avanguardia. La nomina di nientepopodimeno che la dottoressa Hauser avrebbe rappresentato, a detta del sindaco, la garanzia di una svolta in un settore abbandonato e bistrattato come quello delle politiche ambientali.
Ma per Legambiente evidentemente non è così. Per l’organizzazione no-profit proclami e passerelle, che questa amministrazione elargisce a piene mani, non sono sufficienti a ribaltare la realtà monitorata nella nostra città. Hai voglia di parlare di una città all’avanguardia sui temi ambientali se poi, alla prima verifica, da parte di chi è terzo e neutrale, i risultati sono questi. Verrebbe davvero voglia di verificare se tutto quello che dice questa amministrazione a questo punto sia affidabile. A partire dai dati che il comune propone sulla raccolta differenziata, secondo l’ente già al 40 %, (ben lontano dal 65% che impone la legge entro il 2012, ma siamo nel 2014) ma secondo le stime degli enti preposti al 36,26 %.
Ma se tanto mi dà tanto non sarebbe meglio verificare se tutte le belle parole di questi tre anni abbiano un reale fondamento o se in realtà si tratta solo di evanescenti promesse fatte tanto per? Eppure, nel programma politico programmatico del sindaco Occhiuto, cose anche semplici da realizzare e delle quali si è persa traccia, ce n’erano a iosa: dal vigile di negozio, al Wi-Fi gratuito, dall’abbattimento delle barriere architettoniche alle consulte cittadine, dallo sportello informativo sociale alla casa della solidarietà, dalle politiche culturali (leggi Teatro) a quelle informative (leggi trasparenza).
L’elenco sarebbe lungo e forse ingeneroso per chi ha speso fino ad oggi tanta energia per pubblicizzare più che le realizzazioni gli intenti. A discolpa del sindaco la considerazione che il suo quinquennio non sia ancora concluso, restano ben due anni per realizzare la Occhiuto-utopia da 500 milioni di euro (sic!). Mai perdere la speranza e la fiducia nel futuro, del resto, se rinunciamo ai sogni, che altro ci rimane?
Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"
17/02/2014
Presentata questa mattina al sindaco Occhiuto, a firma dei consiglieri comunali Sergio Nucci e Francesco De Cicco, una interrogazione a risposta scritta sul centro di stoccaggio dei rifiuti da realizzare, tramite ordinanza, sull’area ex mercatale di Vaglio Lise.
I consiglieri, nell’interrogazione, esprimono forte preoccupazione sulla decisione di individuare nella zona di via Popilia, su un tessuto già fortemente penalizzato e degradato, un’area di stoccaggio che non avrebbe alcun beneficio per l’intero quartiere ma rappresenterebbe l’ennesima beffa ai danni di una comunità da sempre bistrattata ed abbandonata. E quel che è peggio é che l’area in questione sorgerebbe a ridosso della comunità ROM ivi presente e senza alcun impegno circa l’effettivo controllo da parte delle autorità preposte sulle attività poste in essere all’ interno dell’area.
I consiglieri auspicano che l’amministrazione fornisca alla popolazione tutte le rassicurazioni del caso e l’impegno a coinvolgere nelle operazioni di vigilanza e controllo, una volta partito lo stoccaggio, il Nucleo Operativo Ecologico – NOE dell’Arma dei Carabinieri.
16/01/2014
Quest’oggi sono venuto in possesso di una lettera dei docenti dell’Istituto "Tommasi" di Cosenza.
Si tratta dell’ennesimo scippo ai danni della città di Cosenza
Non si può rimanere insensibili ed è per questo che ho inoltrato una interrogazione al sindaco per sapere se intende far sentire la voce della sua città sulla vicenda.
Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"
Pagina 24 di 68